|
Il nome
Terrasini, secondo lo storico Gioacchino Di Marzo, deriva da capo Rama,
che con l'opposta capo San Vito dà origine al golfo di Castellammare, l'antico "sinus aegestanus".
Il territorio iniziò quindi ad essere chiamato Terra sinus, terra del golfo. Un'altra interpretazione,
forse più appropriata, fa derivare Terrasini da terra sìnorum, terra delle insenature, per la meravigliosa
costa sinuosa e frastagliata, ricca di approdi, di grotte naturali, che inizia dal lido della Ciucca, nel
golfo di Terrasini, si alza a trenta e più metri dal livello del mare in un'esplosione di colori ora candidi
ora rosso bruciato, e termina ancora con un lido sabbioso: la spiaggia di san Cataldo.
|
![]() Capo Rama |
![]() Faraglione Praiola |
Il mare e la costa sono le peculiari attrattive della cittadina; dal porto terrasinese, che possiede
una flotta peschereccia di tutto rispetto, l'itinerario marino incontra la spiaggia della Praiola dai suggestivi
faraglioni, subito dopo la grotta Perciata, che ispirò al poeta Giovanni Meli le più belle pagine sul mare.
Il punto dove il poeta soleva rimirare le onde che s'infrangevano nell'antro è chiamato "seggia di l'Abati Meli",
sedia dell'Abate Meli. L'itinerario costiero prosegue con la cala Palazzolo, l'antica cala bianca, vigilata dalla
cinquecentesca torre Alba, futura sede del museo del mare. Grotte marine e insenature spettacolari si susseguono
in un mare di cristallo: la grotta Monachelle, la famosa cala Rossa e, oltrepassata la punta Catalana, la grotta Madonna,
cala Porro e capo Rama con la caratteristica torre senatoria circolare del XV secolo.
Tre celebri grotte, dei Nassi, dei Palombi e la grotta Grande ci portano alla torre Paternella (XVI sec). Cala Corallo,
grotta dei Parrini e della Stella, cala Sciaccotta, cala dei Muletti e l'arenile San Cataldo concludono lo splendido
itinerario della costa, forse la più bella della Sicilia Occidentale.
|
|
Terrasini fu terra feudale dei La Grua - Talamanca, principi di Carini che hanno lasciato il segno del loro dominio,
oltre nello stemma comunale, nel castello settecentesco, oggi residenza municipale, edificio assai rimaneggiato che conserva
le antiche vestigie nelle sale interne del piano terra; altro edificio costruito dai La Grua è palazzo Cataldi, sede della
prestigiosa biblioteca Comunale "Claudio Catalfio ". Il Barone Gazzara fece costruire alla fine del seicento la chiesa
dì Maria SS.delle Grazie, ampliata nella prima metà del settecento dai La Grua. La cattedrale, a tre navate, all'interno
custodisce preziose tele della scuola di Vito D'anna, del Martorana e numerose statue lignee di Girolamo Bagnasco.
Da vedere la settecentesca piazza Duomo, l'ottocentesco palazzo D'aumale-D'Orleans, sul lungomare, oggi sede di un museo
regionale e antico stabilimento enologico del Duca D'àumale che dalla sua tenuta dello Zucca esportava in tutto il mondo
un finissimo e rinomato vino liquoroso.
|
![]() Palazzo La Grua |
![]() Torre Alba |
![]() Arenile di San Cataldo |
![]() Cala Sciaccotta |
![]() Cala Rossa |
![]() Festa degli Schietti
|
La festa di li Schietti è festa unica nel suo genere, ha luogo il Sabato santo e la
domenica di Pasqua, richiamando migliaia di appassionati visitatori. La manifestazione è organizzata
da una dubbitazione, un comitato locale spontaneo di giovani schetti, celibi, del paese, e consiste nell'alzata
col palmo di una mano, di un albero di melangolo (cioè arancio amaro) di circa cinquanta chili, addobbato con
nastrini colorati, fazzolettini rossi, sonagli e "aineddi", piccoli formaggi a forma di agnellini. L'alzata sotto
il balcone della zita, la fidanzata, è la prova di forza e di virilità. Vince chi nelle due prove "di alzata"
previste riesce a mantenere più a lungo in equilibrio l'albero. La piazza, dove si svolge la caratteristica
manifestazione, viene addobbata a festa e riempita di ''bancarelle" dove si vendono gli oggetti più svariati.
Nell'occasione, vengono esposti anche alcuni stupendi carretti siciliani con i rispettivi cavalli. Gruppi
folkloristici siciliani ballano e cantano per tutta la giornata, fino alla premiazione serale e ai conclusivi
giochi pirotecnici. La prova di virilità si conclude con la tradizionale mangiata, il pasto collettivo a base
di carne di crasto e di pesce, il tutto innaffiato con il forte e aromatico vino locale. La festa rivela
antichissime connessioni con i riti agrari pagani. L'albero è il simbolo della primavera, della vita che si rinnova.
|
|
Tra i monumenti citiamo anche la villa Fassini, in contrada Paternella,
attribuita all'architetto Ernesto Basile, meravigliosa residenza liberty appartenuta ai Florio.
Nella verde contrada Gazzara - Bagliuso meritano un'escursione il seicentesco castello di Gazzara e
la senia, antico strumento irriguo usato dagli arabi.
La cittadina del Golfo merita una visita per il suo importante museo civico di Palazzo D'Aumale.
La sezione Etno-antropologica custodisce la più importante collezione di carretti siciliani del mondo,
il cui nucleo originario fu raccolto dal terrasinese Salvatore Ventimiglia. La sezione naturalistica,
è il più importante museo di storia naturale dell'Italia meridionale, con le importanti collezioni
ornitologiche Orlando, Trischitta e Jannizzotto, le collezioni entomologiche Alliata e Mariani, la
collezione paleontologica, mineralogica, geologica ed entomologica De Stefani e la raccolta malacologica Orlando.
La sezione archeologica, è costituita dall'antiquarium dove è esposto uno spaccato di una nave oneraria
romana naufragata nel mare di Terrasini; nella sala delle anfore sono esposte reperti punici, italici,
romani e medievali. Nell'antiquarium si può inoltre vedere la bella collezione dei modelli di barche da
pesca, con relativo corredo di attrezzi, del terrasinese Filippo Castro.
La produzione artigianale offre un variegato complesso di prodotti artistici. Importante è la fabbrica
del vetro soffiato e di candele artistiche in Contrada Paterna, della ceramica, Via Cala Rossa,
del ferro battuto. Un posto d'onore meritano i prodotti agricoli biologici, soprattutto limoni
esportati in tutta Europa. Chi visita Terrasini non dimentica il suo pesce freschissimo e l'eccezionale
produzione dolciaria, che sa offrire al palato più esigente il gusto della tradizione siciliana,
unito all'elaborazione di nuovi intriganti sapori.
|